Sorry!

Questo è un sito di controinformazione, niente commenti. Ho a malapena il tempo di pubblicare i post, non ne ho per cancellare lo spam, i troll, controbattere a tutti gli ocoparlanti che dissentono e nemmeno per avere scambi di opinione costruttivi.

Nessuno è più schiavo di colui che si ritiene libero senza esserlo. (J.W.Goethe)

C’è solo una cosa che è peggio di un nemico: un traditore.

C’è solo una cosa che è peggio di un nemico: un traditore. La sinistra italiana, in tutte le sue declinazioni, tramite i suoi partiti e le loro diramazioni, ovvero sindacati e associazioni, ha tradito la classe lavoratrice che rappresentava (nella quale è da considerare anche la piccola e media impresa), ha tradito l’Italia. Aderendo all’ideologia economica neoliberista e neoclassica e ai trattati di Maastricht si è alleata al fascismo finanziario, ma è soprattutto con l’adesione all’Euro, letale arma di distruzione di massa della classe lavoratrice, che si è manifestata come vassallo del potere della finanza e delle multinazionali, consegnando il nostro paese alla povertà, allo sfruttamento e agli interessi di poteri stranieri. Mentre in Europa rigurgiti di nazifascismo hanno preso il potere nessuna voce si leva da chi dovrebbe essere custode dei valori della resistenza. Svastiche, simbologia nazista e ritratti di filonazisti ultranazionalisti sfilano oggi per Kiev . Bombardamenti di civili vengono usati dal governo di Kiev come metodo di pulizia etnica in Novorossya e gli aiuti umanitari alla popolazione vengono pretestuosamente negati. Come i nazisti Poroshenko incita i propri soldati a uccidere dieci separatisti del Donbass in cambio di ogni camerata morto. Minacce di marce armate sulla capitale da parte dei nazisti paramilitari di Pravy Sector, che picchiano gli oppositori e distruggono le attività commerciali russe in ucraina, proprio come quando le camicie brune naziste distruggevano quelle degli ebrei. Tutto questo nell’indifferenza di chi da noi dovrebbe preservare e diffondere i valori della lotta partigiana che contro questi “mostri” ha lottato pagando un pesante tributo di sangue. E’ con l’approvazione di queste persone che abbiamo assistito allo spettacolo degradante di “Bella Ciao” cantata nelle aule parlamentari come segno di vittoria per l’approvazione della legge che consegnava miliardi di euro degli italiani alle banche azioniste della Banca d’Italia. Le stesse persone in parlamento che considerano terroristi i partigiani di Donetsk e Lugansk che combattono contro i nazisti mandati da Kiev e che hanno anche il coraggio ipocrita di appendere indegnamente nelle loro sezioni il ritratto di Che Guevara, infangandone la memoria. Non crediate che controllando i media e potendovi permettere di proporre un informazione censurata a vostro favore o addirittura falsa l’avrete sempre vinta, la controinformazione, a voi alternativa, ha la forza della goccia che lentamente scava la pietra, le opinioni lentamente stanno cambiando, i vostri giornali sono in crisi, alcuni chiudono e altri, come l’Unità, chiuderanno in futuro perché il popolo inizia a non credervi più e la storia vi attribuirà il ruolo che meritate: TRADITORI.

sabato 15 luglio 2017

La macchina di Majorana e Pelizza

Majorana e Pelizza in una foto del 1996 e uno spaccato della macchina
Oggi vi presento qualcosa di leggero rispetto ai soliti argomenti di geopolitica e lotta al neoliberismo, ogni tanto fa bene all’umore staccare un attimo. Vi voglio raccontare di una vicenda che ho scoperto di recente che mi ha profondamente affascinato, tanto che per alcuni giorni mi ci sono dedicato navigando per la rete in cerca di approfondimenti, riscontri e testimonianze. Una storia che è un mix di sorprendenti verità, qualche incongruenza e apparenti deliri “new age”. Lascio a ognuno di voi, dopo la lettura, il giudizio finale, che poi forse non è così importante. Come a volte in un viaggio non è la meta che conta ma il viaggio stesso qui, secondo me, ciò che importa non è la conclusione ma il fascino della storia in se stessa.
Tutto ruota attorno alla figura di Ettore Majorana, brillantissimo fisico teorico italiano scomparso nel 1938. Scomparso non nel senso di deceduto ma nel senso preciso del termine: un giorno non si è saputo più niente di lui e mai fu scoperta la sua fine nonostante le indagini.  DI lui Fermi, suo collega nel gruppo dei "Ragazzi di Via Panisperna"  disse che era un genio con capacità intuitive uniche, come Newton o Galileo, ma che purtroppo deficitava di buon senso. Definizione appropriata considerando che le capacità di pensiero astratto di Majorana erano tali da averlo portato a diverse scoperte mai attribuite a lui causa la sua insensata avversione a pubblicarle, teorie in seguito riscoperte da altri ai quali fu attribuito il Nobel dopo la loro pubblicazione e diffusione nella comunità scientifica.
Qualche anno fa un imprenditore bresciano, Rolando Pelizza, affermò di essere a conoscenza del destino di Majorana. Raccontò che Majorana si nascose  in un monastero di clausura nel Sud Italia. Lui lo conobbe per caso nel 1958 e Majorana, giudicandolo idoneo per valori morali e capacità intellettuali, lo scelse come suo discepolo al quale insegnare la sua fisica corredata dalla sua matematica. Pelizza narra di avere recepito gli insegnamenti di Majorana sino al 1964, insegnamenti che gli permisero di mettere in pratica le teorie di Majorana iniziando la costruzione di una macchina ideata dallo stesso Majorana. Una macchina in grado di produrre e controllare l’antimateria, provvista di capacità che oggi troviamo solo nella letteratura fantascientifica. Prima di proseguire è necessaria un immediata precisazione per evitare che smettiate di leggere pensando che sono un ingenuo che vi sta narrando solamente il racconto di un mitomane. Il Pelizza oltra a dichiarare ciò forni tutta la corrispondenza epistolare tra lui e Majorana nonché alcune fotografie che lo ritraevano insieme a lui. Tutto questo fu sottoposto alla perizia di specialisti forensi, perizia calligrafica per le lettere comparate con una lettera originale di Majorana antecedente la sua scomparsa, e perizia antropometrica atta a stabilire che il soggetto nelle foto fosse veramente Majorana comparandolo a fotografie originali anche queste antecedenti alla sua scomparsa. L’esito delle due perizie confermò i racconti del Pelizza, le lettere sono state scritte da Majorana ed è lui ritratto nelle foto.
Una vicenda così, portata alla luce dal giornalista Rino Di Stefano, non poteva non arrivare anche a Voyager (o Kazzenger se ne avete l’opinione di Crozza). Ho trovato la clip su YouTube e guardandola mi è parso di notare una certa perplessità da parte del conduttore Giacobbo riguardo le capacità della macchina, nonostante la sua predisposizione a credere e propinarci questo tipo di cose. In effetti la macchina, al massimo delle  sue fasi di sviluppo, come scrive anche Majorana in una  delle sue lettere, dovrebbe essere in grado di fare quanto segue:

Fase 1: Annichilimento selettivo della materia. In pratica il raggio disintegratore degli alieni dei films di fantascienza ma con anche capacità selettive dei materiali da disintegrare.

Fase 2: Rallentamento dello spin delle particelle la cui conseguenza è il riscaldamento della materia, ciò permetterebbe di produrre energia a bassissimo costo considerando che la macchina funziona con una banale batteria da auto da 12 Volt.

Fase 3:Trasmutazione della materia. Il sogno degli alchimisti, trasformare ad esempio il ferro in oro.

Fase 4: Traslocazione della materia nello spazio e nel tempo. Nello spazio sarebbe come il teletrasporto di Star Trek, nel tempo sarebbe la possibilità di ringiovanire gli organismi biologici.

Detto questo ne converrete che il buon senso ci suggerisce cha a questo punto la storia ha preso un andazzo piuttosto folle, ci sarebbe da dubitare della sanità mentale del duo Majorana-Pelizza, oppure sospettarli di aver architettato una mega bufala ma, come riguardo la vicenda della collaborazione col Majorana il Pelizza ha fornito della documentazione, anche per questa apparente follia il Pelizza cala l’asso delle prove, video e testimoni e addirittura documenti ufficiali che coinvolgono ben tre governi (Italia, USA e Belgio) nei test di questa macchina.
Secondo i racconti di Pelizza e le lettere di Majorana a partire dal 1964 ci vogliono al Pelizza dodici anni e 228 macchine prototipo distrutte per arrivare al primo successo. Qualche informazione per chi ha qualche nozione di meccanica quantistica: la macchina sfrutterebbe le fluttuazioni quantiche del vuoto che generano coppie particella-antiparticella, gli cambierebbe lo spin così non possono ricombinarsi e sparire e incanalerebbe le antiparticelle tramite campi elettromagnetici a uscire dalla macchina. Più facile a dirsi che a farsi, perché le antiparticelle, se non opportunamente guidate, entravano in contatto con le particelle che componevano la macchina annichilendosi e disintegrandola. Un bel giorno del '76 Pelizza ottiene una macchina funzionante, il fascio di antiparticelle sprigionato dalla macchina piazzata in un luogo solitario in montagna disintegra la roccia della parete verso la quale è puntata. Quando Pelizza informa i suoi soci e collaboratori del successo non è al corrente che due di loro sono agenti dei servizi segreti infiltrati, il colonnello Massimo Pugliese e il colonnello Guido Giuliani. Non c’è da stupirsi, in Italia l’attenzione dei servizi non manca mai a chi fa qualche attività in contrasto al sistema o fuori dall’ordinario. Pugliese allora si precipita all’ambasciata USA a raccontare l’accaduto e accenderà il loro interesse per la macchina come anche Wikileaks ci racconta. Pelizza narra che il test  chiesto dagli emissari USA era di abbattere un satellite, ma non essendo assolutamente nelle intenzioni di Majorana e Pelizza usare la macchina a fini bellici si rifiuteranno, rinunciando ad una collaborazione col governo USA disposto a fornire un finanziamento di ben un miliardo di dollari.
Sarà il governo italiano a organizzare un test dimostrativo senza obbiettivi bellici incaricando la realizzazione del protocollo di test ad un allora luminare della fisica dell’università di Bologna, il prof. Ezio Clementel, presidente del CNEN (Comitato Nazionale per l’Energia Nucleare). Di questo test esistono dei filmati in bianco e nero di bassa qualità e la relazione finale dell’emerito professore per il governo. Se di trucco si trattò nemmeno David Copperfield  avrebbe fatto di meglio. La macchina di Pelizza passò tutti i test disintegrando tutti i campioni forniti e nella modalità richiesta.
Nell’indecisione del governo italiano sul da farsi nel '77 si affaccia sulla scena un altro paese interessato alla macchina, il Belgio. Diversi testimoni possono raccontare del test sul monte Baremone dove il colonnello belga Leclerc rimase basito quando il blocco di cemento dipinto di rosso che aveva posizionato per il test venne disintegrato dalla macchina del Pelizza.  Nonostante le rassicurazioni chieste al governo Belga dal Pelizza che la macchina venga usata per scopi civili si raggiungerà il nulla di fatto quando il Pelizza rifiuterà il test di distruggere un carro armato.
Arriviamo all’81 e finalmente il Pelizza riesce a portare la macchina operativa alla Fase 2 ma il governo informato dal suo emissario chiederà al Pelizza di riportarla alla Fase 1, quel che interessa è la sua potenzialità come arma non l’energia gratis. Qui però ho trovato un incongruenza nel racconto, il Pelizza narra che l’emissario del governo è il Ministro Antonio Mancini ma dalle mie verifiche non risulta nessun Ministro con quel nome nelle legislature in corso nell’81, esiste invece un Antonio Mancini politico DC facente parte di alcune commissioni ma in legislature precedenti.
Da questo momento iniziano i problemi per il Pelizza, la sua refrattarietà a collaborare per scopi bellici lo condannerà alla persecuzione. Dapprima verrà incriminato dal giudice Palermo per “costruzione di arma da guerra senza licenza”  ne uscirà indenne ma provato. Contemporaneamente subirà molteplici furti/sequestri delle macchine realizzate e minacce alla famiglia. Fuggirà a Barcellona. Dopo anni di stop alla Fase 2 otterrà l’aiuto di un docente universitario svizzero di informatica, il Prof. Carlo Tralamazza, il quale con i suoi programmi troverà la chiave per le equazioni che permetteranno al Pelizza di arrivare alla Fase 3. A prova di questo c’è una moneta da 5 Franchi svizzeri trasformata in oro. La successiva analisi chimica rivelerà essere di origine artificiale in quanto fatta di solo oro puro al 100% che in natura non esiste.
La Fase 4 non è mai stata raggiunta, Majorana, oramai vecchissimo, muore prima di essere riuscito a terminarla. Ad oggi Pelizza non è più in possesso di nessuna macchina, tutto gli è stato sequestrato, esiste però un brevetto della macchina realizzato da un ingegnere amico prestanome, un trucco  del Pelizza per evitare che non gli venisse approvato.
A oggi si parla di trattative con un importante società ma ancora non vi è nulla di concreto (con i dispositivi di free energy finisce sempre così).
Qui finisce la storia, degna di un romanzo di Dan Brown, che ho sintetizzato il più possibile, qualunque opinione vi siete fatti se desiderate approfondimenti seguite i link che vi fornisco più sotto.

http://www.ilsegretodimajorana.it/
http://www.majorana-pelizza.it/
http://www.rinodistefano.com/it/articoli/il-raggio-della-morte-2.php
http://www.rinodistefano.com/it/articoli/usa-caso-pelizza.php
http://www.ilgiornale.it/news/politica/majorana-visse-convento-sud-italia-ecco-prove-1116241.html



mercoledì 28 giugno 2017

I valori della UE mi fanno schifo

Il libero mercato
Leggi neoliberismo, alla base dei trattati di Maastricht. E questo sarebbe un valore? Una interpretazione del sistema capitalista che sta trasferendo la ricchezza nelle mani di pochi impoverendo la maggioranza dei cittadini europei, sarebbe  un valore? Un sistema che sta creando un neo feudalesimo, dove ci sarà una elite di ricchi e la massa di nuovi servi della gleba, sarebbe un valore? Un sistema che riduce tutto, anche le persone e i sentimenti a merce, sarebbe un valore? Un sistema che vorrebbe destinare all’eutanasia le vite economicamente troppo costose (anziani e malati), come ci racconta Jaques Attali, uno dei padri dell’unione europea, sarebbe un valore?

La democrazia
Un concetto completamente svuotato del suo valore causa una classe politica completamente serva e corrotta dal potere finanziario e dalle multinazionali, oggi il voto non fa differenza ed è per questo che circa il 50% degli elettori non vota più. Un concetto ridotto a merce da esportare, e sappiamo bene cosa succede a chi la importa. Che tu sia un ucraino del sud est, un siriano, un libico, un irakeno o un afghano, quando la tua casa viene distrutta da una bomba che massacra la tua famiglia in quel momento sai che la “democrazia” ti ha raggiunto.

I diritti LGBT
La discriminazione e la violenza nei confronti degli omosessuali sono qualcosa di disgustoso ma lo sono altrettanto il matrimonio gay e la teoria gender. Sei gay e vuoi avere delle garanzie come qualsiasi coppia convivente? Ok, mi sta bene, ma il matrimonio è un'altra cosa ed è tra uomo e donna. Punto. Ci sono solo papà e mamma non Genitore 1 e Genitore 2. Insegnare a un bambino che non esistono i sessi e ognuno è come vuole è criminale. Queste perversioni sarebbero valori?


No, grazie. Questi non sono i valori dell’Europa. Sono abbastanza vecchio per testimoniare che qualche decade fa questi “valori” non esistevano, sono qualcosa di artificiale che una elite “satanica” ci ha imposto. 

Potete impormeli, anche con la violenza della legge, ma non riuscirete mai a farmeli accettare e vi combatterò sino a quando avrò vita.

giovedì 18 agosto 2016

Gli schiaffi di Putin all'occidente

Oggi voglio elencarvi alcuni degli schiaffi meglio assestati che la Russia ha inflitto agli USA e ai suoi servi della UE negli ultimi anni. Non solo mi da soddisfazione parlarne, serve anche a dimostare la differenza tra un grande statista, Putin, e le incapaci marionette occidentali guidate dalla finanza e dalle corporation. Queste umiliazioni stanno facendo uscire di matto i neocon americani che vogliono sia eletta con ogni mezzo Hilary Clinton, meglio conosciuta con i sporannomi di Hitlery Clinton, o Killary Clinton per la sua propensione alla guerra. Vorrebbero arrivare alla resa dei conti militare con Putin. Fra loro c'è addirittura chi pensa che valga la pena di pagare il prezzo di qualche città americana nuclearizzata pur di vincere la guerra con la Russia e la Clinton potrebbe essere il presidente giusto per appoggiare questi progetti. Pare che la Clinton appena insediata voglia subito dichiarare una no fly zone in Siria con tutte le conseguenze del caso facilmente immaginabili.

Gli SCHIAFFI
  • Inizio 2013, Assad viene accusato di usare armi chimiche contro il proprio popolo in rivolta. Con questa ennesima balla (come con Saddam Hussein) gli USA volevano convincere l'ONU ad autorizzare un intervento NATO in Siria in favore dei ribelli per spodestare Assad e trasformarla nell'ennesimo stato fantoccio agli ordini USA (e permettere così la costruzione del gasdotto Qatar-Turchia passante anche per la Siria). Putin categoricamente dichiarò che qualunque richiesta di stabilire una no-fly zone sul terrirorio siriano sarebbe stata bocciata dalla Russia al Consiglio di Sicurezza dell'ONU. Passerà invece la linea di Putin che prevedeva lo smantellamento totale dell'arsenale chimico di Assad (che ha sempre negato di avere usato il gas). Un indagine dell'ONU scagionerà Assad e ne attribuirà l'uso ai ribelli, armati da NATO e sauditi, ed anche oggi i report dai campi di battaglia ci dicono che ne fanno ancora utilizzo. 
  • Ottobre 2015, la Russia in seguito a legittima richiesta del governo siriano, come normato dal diritto internazionale, inizia il suo intervento armato in Siria a fianco dell'esercito di Assad. Dopo due anni di finto intervento USA contro l'ISIS che non ha portato a nulla, se non a un escalation del terrorismo in tutto il mondo, Putin decide che è giunto il momento di risolvere la situazione. L'intervento dell'aviazione russa a supporto dell'esercito di Assad girerà le sorti del conflitto. Lentamente ma inesorabilmente l'esercito siriano sta ripulendo il paese dall'ISIS. La cacciata di Assad voluta dagli USA non è mai stata così lontana, tanto più che è di questi giorni la notizia dell'intervento cinese a favore di Assad in forma di addestratori e aiuti militari. 
  • Febbraio 2014, gli USA organizzano un golpe in Ucraina camuffato da rivolta popolare, lo scopo principale è insediare un regime fantoccio che sfratti la flotta russa e gli altri militari di supporto dalla Crimea, preziosissimo punto strategico, al loro posto è previsto si stanzino la flotta e le truppe USA. Ma fanno i conti senza l'oste Putin, le forze armate russe già presenti nella penisola si prestano ben volentieri a vigilare che nessuno intralci il referendum indetto dal parlamento della Crimea col quale il 97% della popolazione sceglierà di lasciare l'Ucraina per la Federazione Russa. Senza sparare un colpo, senza nessuna invasione (gli accordi prevedevano la presenza permanente di una forza russa fino a 20.000 uomini che erano già lì), nel pieno diritto internazionale sancito dal principio di autodeterminazione dei popoli (Carta delle Nazioni Unite, art. 1, par. 2 e 55) Putin riporta la Crimea in Russia per sempre e senza colpo ferire. Uno schiaffo bruciante per lo Zio Sam abituato a esportare  (e imporre la "propria" democrazia) solo con la violenza.
  • Fine 2014, gli USA decidono che è il momento di farla pagare cara a Putin che si è permesso di mettersi di traverso ai loro progetti di dominio in Siria e Ucraina. La scelta è di distruggere la Russia con con attacchi multipli alla sua economia. Lo scopo è portarla al default e/o provocare una rivoluzione contro Putin motivata dalle disastrose condizioni economiche. Grazie all'aiuto dei complici sauditi viene fatto crollare il prezzo del petrolio, contemporaneamente viene portato una attacco svalutativo al rublo, vengono impedite le realizzazioni dei gasdotti verso l'Europa con le opportune pressioni su paesi deboli che dovevano ospitare le pipeline e, ciliegina sulla torta, l'Unione Europea mette in opera tutta una serie di sanzioni contro la Russia. E' martellante la campagna dei media occidentali che danno la Russia come spacciata, l'Economist a marzo 2012 usciva col titolo "L'inizio della fine di Putin" (the beginning of the end of Putin), intanto i piddini sui forum sono scatenati e già ridono della fine dell'odiato Putin. A me nel frattempo arrivano notizie da fonti russe su come stanno gestendo il problema, le abili contromosse effettuate, e la situazione sembra seria ma non catastrofica e piuttosto diversa dalla narrazione dei media, ma per i piddini è solo propaganda sovietica. Oggi i numeri ci danno la misura della sconfitta del piano dello Zio Sam e dei sui lacchè della UE e ci confermano che non era affatto propaganda ciò che raccontavano i media russi. Oggi la Russia è di nuovo in crescita, con un debito estero bassissimo e con le proprie riserve aurifere ulteriormente incrementate. La trovata da "Tafazzi" del prezzo del petrolio al ribasso l'hanno dovuta fermare o, come dichiarato dal FMI, i sauditi avrebbero fatto default in cinque anni, e gli USA avrebbero visto saltare tutte lo loro imprese di fraking che fallendo avrebbero trascinato con se le banche che le avevano finanziate. La voce di futuro default della Russia propagandata dalle solite agenzie di rating aveva provocato la svendita di quasi tutte le azioni di imprese russe nel settore energia detenute da azionisti occidentali, furono rastrellate tutte dalla Russia al prezzo di carta straccia, riportando a casa il 40% che l'era Yeltsin aveva consegnato all'occidente. Ne consegue che se il prezzo del petrolio cala del 50% ma hai il 40% in più di azioni hai il 40% in più di dividendi, quindi quello che perdi rispetto a prima è solo il 10% e poi quando il prezzo risale (come è successo) sono tutti utili in più! Inoltre avere forzato la svalutazione del rublo ha avuto la conseguenze negativa nel breve termine di aumentare l'inflazione perchè i prodotti importati sono più cari ma ha anche spinto un piano di investimenti in industrializzazione per realizzare i prodotti ora importati in Russia, causa rublo basso i prodotti fatti in Russia costano meno e sono competitivi per l'esportazione. Sino a ieri era stata data priorità all'industria bellica per rimodernare le forze armate perchè sono l'unica garanzia di non venire schiacciati dalla NATO, da oggi grazie al rublo basso e le sanzioni è iniziato un processo di sviluppo sia dell'agricoltura che dell'industria che in due anni sta dando i primi risultati e che renderà la Russia molto indipendente dai prodotti Europei. Già quest'anno la Russia è risultata il primo esportatore di grano. La guerra in Siria è servita anche come demo dei moderni armamenti russi ed ha portato alla Russia ordini per 50 miliardi di dollari, ripagando così le spese belliche di dieci volte. I nostri governanti europei babbei non si rendono conto che anche se oggi togliesserò le sanzioni Putin non toglierebbe le controsanzioni per non mettere in difficoltà gli imprenditori russi che stanno investendo nell'agricoltura e nell'industria. Ciò che oggi si è perso con le sanzioni non verrà più recuperato, salvo pochi prodotti di nicchia.
  • Luglio 2016, l'esercito turco, su "consiglio" USA, tenta il golpe in Turchia per estromettere Erdogan, saranno i servizi russi ad avvertirlo in tempo per prendere le adeguate contromisure. Erdogan deluso dalle non realizzate promesse americane e saudite, che gli avevano promesso un pezzo della Siria e i proventi del gasdotto dal Qatar, aveva riallacciato i rapporti con la Russia. Le pressioni economiche sulla Turchia e abili relazioni diplomatiche hanno consentito alla Russia di ribaltare una situazione che li vedeva in totale rottura con la Turchia. Ora è a rischio anche la permanenza turca nella NATO, gli USA stanno già spostando le atomiche stoccate in Turchia. Si può così affermare che come influenza sull'area mediorientale i russi hanno soppiantato gli americani, anche questo uno schiaffo molto bruciante.
  • La situazione nel Donbass vedeva, secondo i piani americani, un coinvolgimento militare diretto della Russia contro la NATO. Allo scopo è stato perpretato il sistematico massacro di civili russofoni affinchè Putin intervenisse contro l'esercito Ucraino e in seguito a questo la NATO sarebbe intervenuta contro l'invasore russo. Ancora una volta le cose non sono andate come previsto, Putin non ha abboccato e ha giocato la carta degli accordi di Minsk che ha congelato la situazione. Ciò che ha raggiunto è bloccare l'Ucraina in una situazione di guerra economicamente insostenibile che l'avrebbe portata al collasso. Tecnicamente già in default sono le sovvenzioni degli USA, della UE e del FMI che mantengono in piedi l'Ucraina che di fatto oggi è solo un "buco nero" che risucchia senza fine milioni di dollari ai partner occidentali. Lo scopo finale di Putin è costringere l'Ucraina e riprendersi il Donbass concedendogli autonomia. Il Donbass filorusso in Ucraina significherebbe in caso di elezioni l'impossibilità numerica per i nazionalisti radicali spalleggiati da USA e UE di realizzare di nuovo un governo antirusso aderente alla NATO. USA e UE dovranno scegliere se finanziare a vita l'Ucraina o giocare la carta rischiosa di finanziare una nuova ripresa della guerra in grande stile nella speranza che gli ucraini vincano. Anche in questo caso è Putin che ha messo nell'angolo in una situazione difficile l'occidente.
  • Gennaio 2013, Edward Snowden membro della NSA disgustato dallo spionaggio globale USA da "grande fratello" rivela al mondo i dettagli di diversi programmi di sorveglianza di massa del governo statunitense e britannico. Si rifugierà in Russia. E' a questo punto che gli USA ne chiedoranno l'estradizione che legalmente risulta impossibile alla luce della costituzione russa. Ha dell'incredibile ma la tracotanza USA è illimitata, come usano fare solitamente coi loro paesi servi "chiederanno" alla Russia di modificare appositamente la costituzione per poter estradare Snowden! Nel nostro paese Renzi e compagni sarebbero partiti in quarta per la modifica ma la Russia ha potuto permettersi di seppellirli con una risata che ribadisce ciò che fu espresso da Putin nel 2001: "gli americani non vogliono alleati, vogliono vassalli, vogliono comandare, questo con la Russia non funziona". Lo stanno imparando a loro spese, lentamente ma lo stanno imparando.
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mercoledì 20 luglio 2016

Erdogan sapeva del golpe? Si!

Ognuno dice la sua sul mandante del tentato golpe turco,  chi dice autogolpe, la CIA, Putin, manca solo la Spectre. La mia opinione è che gli ideatori sono stati alcuni generali turchi col beneplacito USA. Non l’amministrazione Obama che ora conta come il due di picche a briscola ma i falchi neocon che hanno uomini in ogni settore governativo. Oltre che avvallarlo potrebbero anche essere stati i suggeritori del golpe.  Una cosa da tenere in considerazione è il rapporto di questi alti ufficiali con la NATO. Essa dal punto di vista militare è una organizzazione non egualitaria ma bensì verticistica con a capo i militari USA che ne sono i comandanti supremi. I generali dei vari paesi membri di solito rispondono di più ai generali USA che ai loro governi. Sono stati selezionati per questo e potete stare tranquilli che il giorno che un governo gli taglia i fondi e/o si allontana politicamente dagli USA questi iniziano ad agitarsi ed a pensare che il proprio governo  stia tradendo i loro amici. Sono più dalla parte degli USA che del proprio paese, addirittura ogni tanto bisogna fargli fare qualche giochino per farli sfogare, tipo cercare sottomarini spia russi inesistenti o esercitazioni contro invasioni russe di fantasia. Sono il cane da guardia che il governo si comporti come conviene a un vero vassallo degli USA, altrimenti arriva il loro colpetto di stato. Erdogan se l’è cercata, aveva fatto tutte è due gli errori, gli ha tagliato dei fondi e si è riavvicinato alla Russia. E’ una persona spregevole ma di una cosa gli va dato merito, non gli piace che qualcuno gli dica cosa deve fare, e questo gli USA e i loro amici generali turchi non gliel'hanno perdonato. Riguardo tutte le ipotesi del golpe c’è una cosa che ritengo sia sicura: Erdogan è stato avvertito in tempo del colpo di stato. I servizi a lui fedeli hanno fatto un buon lavoro, avvertito per tempo Erdogan ha preso il volo col suo aereo presidenziale sparendo da tutti i posti dove i golpisti avrebbero potuto bombardarlo, l’aereo girava in tondo su una base aerea a lui fedele così da poter essere difeso in caso di attacco e nel frattempo preparava le liste di epurazione per il dopo golpe. Non può essere altrimenti vista la rapidità con la quale sono state rese disponibili. Assecondare il golpe e stroncarlo gli ha così dato l’opportunità di effettuare la massiccia purga che eliminerà ogni minima opposizione al suo volere trasformandolo così in un vero sultano. Quello che mi stupisce è la reazione dei giornali e di diverse persone sui forum ai numeri della purga massiccia, secondo me una reazione di un ingenuità incredibile. Ma c’è veramente qualcuno così ingenuo da credere che i "buoni e laici" militari ribelli se avessero portato a termine il golpe non avrebbero fatto simili epurazioni?  Sarebbero state molte di più delle 75.000 di Erdogan perché ci sono sicuramente molti più suoi uomini nei posti di comando in quanto partito di governo. L’ultimo colpo di stato dei militari in Turchia, questo si ufficialmente organizzato dalla CIA, fu nel 1980 e la purga interessò circa 500.000 persone…Erdogan al confronto è un pacifista! Un altro dato di fatto è che gli USA si sono presi un altro schiaffo in faccia, la dottrina Wolfoviz che prevede per gli USA egemonia globale, già stata messa in crisi da Russia, Cina e Iran, oggi deve subire anche lo schiaffo di Erdogan. Vita dura per il malvagio Impero d’Occidente sempre più decadente e sempre più debole. 

domenica 17 luglio 2016

Il rebus della Kuznetsov

C'è un tarlo che mi rosicchia la mente, c'è un fatto che non riesco a collegare con nessuno dei complessi eventi geopolitici che stanno accadendo, è come avere in mano un pezzo di un puzzle e non capire dove bisogna attaccarlo. Il pezzo del puzzle è un evento che per la maggior parte della gente, sono sicuro, è del tutto insignificante: il trasferimento della nave della Flotta del Nord della Marina Russa  "Ammiraglio Kuznetsov" dal mare di Barents alle coste della Siria, l'arrivo del lungo viaggio è previsto per ottobre. Penserete Embeh? Che ci frega! Che c'è di strano, ci sono navi da guerra che si spostano di quì e di là in continuazione? Sai che novità! Si, forse per chi non conosce le caratteristiche di questa nave. E' particolare, il suo aspetto trae in inganno, sembra una portaerei, per niente impressionante se paragonata a quelle americane, come tonnellaggio è il doppio della nostra Cavour ma è quasi la metà di una portaerei americana come la Eisenhower, un nano al confronto. In realtà non è una vera portaerei, gli aerei e gli elicotteri che imbarca sono una arma secondaria, il suo ruolo principale è di incrociatore pesante lanciamissili, ovvero è una nave massicciamente dotata di missili antinave per distruggere le altre navi, le portaerei nemiche in particolare. Gli aeromobili sono di supporto per difenderla e aumentare l'area di ricognizione. E' un unità con elevate e spiccate capacità difensive per minacce provenienti sia dal mare che dall'aria, la schieri se c'è qualcosa di molto prezioso da difendere. Conoscendo questo non posso non pormi delle domande: Che ci và a fare in Siria dato che l'ISIS non possiede ne navi ne aerei? Qualche aereo in più per bombardare il Daesh i russi possono metterlo in campo senza il bisogno di fare fare mezzo giro del mondo alla Kuznetsov, come dimostrano i bombardamenti di questi giorni nei pressi di Palmira effettuati dai bombardieri strategici partiti dalla Russia. Quindi, cosa succederà a ottobre nei pressi delle coste siriane che necessità della presenza della Kuznetsov? Arriva in previsione che a novembre Killary Clinton diventerà presidente e succederà subito "qualcosa" da quelle parti? E' veramente la Siria la meta della Kuznetsov? O la Crimea, dato che la NATO sta pericolosamente organizzando una flotta nel mar Nero? O può essere una risposta alle portaerei americane nel Mediterraneo (magari accompagnata da qualche sottomarino stealth classe Kilo)? Ufficialmente riprende il mare dopo dieci mesi di riparazioni e dopo questa missione, che dovrebbe durare solo due mesi, tornerà in cantiere per lavori di ammodernamento che dureranno tre anni, quindi è solo una esercitazione? Forse si, ma forse anche no. E' come una partita a scacchi, ogni mossa può essere più o meno importante, non abbiamo visione del gioco e non possiamo saperlo ma fino a oggi i russi hanno dimostrato che spesso sono in grado di prevedere le mosse NATO in anticipo, quindi....succederà qualcosa di importante?

sabato 16 luglio 2016

Tentato golpe in Turchia, non mi sorprende.


Qui, riguardo la vicenda dell'attentato all'aeroporto di Istanbul, vi avevo raccontato:

E' a questo punto che Erdogan si è trovato con un pugno di mosche. Grazie all'aiuto russo ai Siriani il progetto di fagocitazione della Siria è stato sventato, nessuna delle promesse USA si è realizzata lasciando Erdogan in una spinosa situazione di pesante perdita economica del paese e di consenso popolare in caduta libera. Vista la mala parata Erdogan ha fatto un passo indietro, ha scaricato le responsabilità sul suo primo ministro Davutoglu obbligandolo alle dimissioni, si è scusato ufficialmente davanti al mondo con Putin, il quale gli ha tolto l'embargo e, è mia convinzione, più avanti non è così improbabile che vengano rispolverati i vecchi accordi per il Turkish Stream.
Alla luce di quanto esposto non è poi così difficile immaginare che almeno uno dei "compagni di merende" di Erdogan ovvero USA, Arabia Saudita o Qatar abbia pensato di fargliela pagare cara organizzando una strategia della tensione che porti a un cambio di regime nel paese e di cui l’attentato dell’aeroporto di Istanbul è solo il primo passo.


 oggi il tentato di colpo di stato ad Ankara.....



L'autorazzismo dei liberal*

Veramente non ti turba?
La tragedia di Fermo e la sua strumentalizzazione mi spingono a sputare il rospo riguardo una certo tipo di razzismo che esiste nel nostro paese. Quello del liberal*, che assistendo a una accesa discussione tra un italiano e un extracomunitario, pur non sapendo minimamente cosa stia succedendo, è certo che il diverbio sia colpa dell'atteggiamento razzista dell'italiano, anche perchè, come sento dire spesso da loro, "noi siamo un popolo di merda", non rendendosi conto, schiavo del suo pregiudizio, che il razzista è lui stesso, razzista contro gli italiani come lui, praticamente un "autorazzista".
E' il liberal che il razzismo lo deve vedere per forza in ogni aspetto della vita, anche quando non c'è e sopratutto pensa esista a senso unico, dagli italiani o dai bianchi verso gli extracomunitari di colore diverso. Un bianco che prendesse un TIR e investisse decine di nordafricani direbbero che l'ha fatto sicuramente per razzismo ma se lo fa un nordafricano verso dei bianchi non è mai razzismo, è l'affiliazione all'ISIS o qualcosa d'altro, come la tragedia di Nizza insegna.
La sindrome maniacale da razzismo colpisce forte le menti dei cittadini di ideologia liberal. Essi si riempiono la bocca a sproposito di questa parola e non si fanno mai mancare di accoppiarla a xenofobo o nazionalista. 

Tutto a questo mondo può piacere o no, che sia un cibo, un colore, o qualsiasi altra cosa, ma non le culture, ovviamente secondo il personale concetto di razzismo del liberal, che egli pretende di estendere all'universo. Non osare dire a un liberal che una cultura o certi aspetti di una cultura non ti piacciono perché verrai bollato come razzista xenofobo. Secondo i liberal l'austera cultura afghana che obbliga la donna al burka e la sottomette al marito padrone ti deve piacere quanto la gioiosa cultura del carnevale di Rio con le sue sorridenti ballerine mulatte in tanga, nessuna preferenza discriminante e ammessa!  Ma è veramente questo il razzismo? Vediamo cosa dice la comune definizione di razzismo, la prendo dai tre principali dizionari che la rete propone:

Oxford dictionaries:
1 Ogni tendenza, psicologica o politica, suscettibile di assurgere a teoria o di esser legittimata dalla legge, che, fondandosi sulla presunta superiorità di una razza sulle altre o su di un'altra, favorisca o determini discriminazioni sociali o addirittura genocidio
2 Qualsiasi discriminazione esacerbata a danno di individui e categorie.


Dizionario Sabatini Colletti da il Corriere della sera
1 Ideologia che, fondata su un'arbitraria distinzione dell'uomo in razze, giustifica la supremazia di un'etnia sulle altre e intende realizzarla attraverso politiche discriminatorie e persecutorie
2 estens. Ogni atteggiamento o manifestazione di intolleranza


Dizionario Hoepli da Repubblica
1 Dottrina che sostiene la superiorità di una razza sulle altre e che propugna la necessità di mantenerla pura, evitando perciò ogni contaminazione con altre razze, ritenute inferiori, mediante severe discriminazioni razziali e talvolta anche con la persecuzione
2 estes. Atteggiamento discriminatorio verso chi è di razza, o anche di tradizioni, cultura, lingua diverse dalle proprie


Tutti e tre i dizionari ci raccontano con parole diverse gli stessi concetti e tra questi nessuno classifica come razzismo il fatto che una cultura diversa possa non piacere. Lo sapevamo già tutti, mi serve solo per dimostrare al liberal che ciò che lui crede razzismo sono solo sue opinioni e in quanto tali se le può tenere per sè. E' altrettanto ovvio che se una cultura non ti piace e ne promuovi la discriminazione allora si sei un razzista, ma questo è un altro discorso.

Il liberal per anni si è battuto per la parità dei sessi, ha lottato a fianco delle femministe per i diritti della donna, però mai lo sentirai dichiare di sentirsi disgustato dagli aspetti di quelle culture che la donna la opprimono. L'accettazione nella sua mente di idee sulla condizione della donna così agli antipodi sembra l'attuazione del famoso "bispensiero" che Orwell ci narra nel suo 1984, ma più probabilmente è solo della gran ipocrisia, fingono in pubblico di non aborrire la condizione della donna dell'islam radicale ma dentro di loro ne vengono disgustati come qualsiasi altro occidentale.

Il liberal italiano ha così la fissa del razzismo che è riuscito ad influenzare la sociètà affinchè assegnasse ad una parola un concetto razzista che non ha mai avuto. Gli americani hanno tre parole per identificare le persone di colore, black (nero), nigro (negro) e nigger. Quest'ultima è una bruttissima parola che da noi non ha traduzione diretta, si potrebbe tradurre come negro ma arricchito di disprezzo razzista. Noi non siamo americani, non abbiamo avuto l'apartheid ne tantomeno la tratta degli schiavi dall'Africa e non abbiamo una questione razziale ancora aperta come gli eventi di questi giorni in USA ci stanno raccontando. E' una parola aliena alla nostra cultura, noi italiani al massimo se vogliamo fare un offesa razzista aggiungiamo un "di merda" all'etnia o nazionalità del soggetto. Purtroppo il liberal è anche acceso sostenitore del liberismo importato dagli USA e tende a replicare i modellli lì in voga, non poteva mancare allora anche l'imitazione riguardo i vocaboli razziali. Si sono inventati quindi che la parola "negro", usata sin dai dai tempi di Dante senza nessun connotato razzista e semplicemente per identificare i popoli di pelle scura, doveva essere il corrispondente di "nigger" e sono riusciti a fare passare questa idea, così "negro" è diventato una parola tabù. Quindi noi adesso abbiamo questo capolavoro del 1968 cantato da Fausto Leali, "Angeli negri", nella musica italiana un bastione contro la discriminazione razziale, che adesso secondo l'attuale usanza comune contiene più volte una parola razzista. Un paradosso allucinante. Nel '68 le masturbazioni mentali liberal non si erano ancora imposte. Adesso se canti la canzone nella forma originale rischi che ti danno del razzista e devi sotituire negro con nero. Sarebbe questa una grande vittoria contro il razzismo?

L'autorazzismo liberal è espresso alla luce del sole, in molti modi e consiste nel collocare socialmente gli italiani poveri, che oggi sono milioni, un gradino sotto gli extracomunitari. Si potrebbe pensare che dei poveri residenti in Italia, indipendentemente dalla loro nazionalità, abbiano lo stesso tipo di diritti nel percepire gli aiuti ma non è così. Nelle cooperative edificatrici liberal nell'assegnazione dell'alloggio l'extracomunitario povero passa comunque davanti all'italiano altrettanto povero. E grazie al governo liberal gli italiani in disgrazia vivono sotto i ponti e di carità ma per chi arriva con un barcone alloggio e vitto sono garantiti. Vorrei sottolineare che non sono qui a dire "prima gli italiani!" ma che i poveri son tutti uguali, ma evidentemente per il liberal l'extracomunitario è un po' più uguale degli altri. Oramai sono tanti gli ex stranieri, oggi cittadini italiani, che si stanno accorgendo che non è stato un grande affare diventare italiani, se sono in difficoltà non hanno diritto a nulla a differenza dei loro simili che arrivano coi barconi.

Ho parlato di cosa è il razzismo e di cosa non è, anche se qualcuno vuole farlo passare per tale, non ho ancora parlato di come nasce il razzismo che purtroppo esiste anche nel nostro paese sebbene non sia (per ora) il fenomeno dilagante che i liberal percepiscono. Ci sarebbe molto da dire però penso si possa avere una risposta abbastanza esauriente da un film del 1988, "Mississipi burning, le radici dell'odio". E' un film su una storia vera, un indagine per l'assassinio di attivisti per i diritti civili da parte del Ku Klux Klan nel 1964. La scena che ti fa capire tutto è quando l'agente Anderson (interpretato da Gene Ackman) tenta di convincere la moglie del vicesceriffo Pell (uno dei membri del KKK responsabili dell'omicidio) a raccontare la verità. Per farlo Anderson le racconta un frammento della sua storia. Figlio di poveri braccianti vivevano vicino ad un altra famiglia di altrettanto poveri braccianti di colore. Un giorno, dopo molti sacrifici, la famiglia di colore riesce a comprarsi un asino migliorando così la propria condizione economica rispetto alla famiglia di Anderson. Il padre di Anderson, invidioso, gli uccide l'asino e si giustifica col figlio dicendogli "se non puoi essere meglio di un negro di chi puoi essere meglio?". Questa frase quando l'ho sentita è stata come un pugno in faccia, mi sono detto "ma come è possibile che un uomo possa diventare così meschino"? E' possibile, in questa frase c'è la prova di quanto sia malata la società plasmata dal modello capitalista americano che come un cancro oggi grazie alla globalizzazione si sta spandendo per il pianeta, un sistema che genera mostri come il padre di Anderson. Una società basata sul successo economico, che divide il mondo in vincenti e perdenti, alienando chi non raggiunge il successo. Da questo la necessità di essere con ogni mezzo vincente (e quindi superiore) rispetto a qualcun'altro e il nero, una volta in condizione di schiavitu all'ultimo posto della scala sociale, diventa il riferimento minimo sotto il quale un americano del sud non vuole scendere. In pratica un sistema che incentiva una squallida guerra tra poveri che è esattamente il quadro che si sta delineando nel nostro paese a causa della disoccupazione elevatissima che travolge sia italiani che extracomunitari. Le tensioni sociali aumenteranno e con esse il razzismo e il pompare immigrati a ruota libera per la gioia della Boldrini non farà che peggiorare la situazione, non bisogna essere geni per capire che non puoi risolvere i problemi dell'Africa (creati dalla NATO) trasferendo gli africani in Europa. Bisognerebbe creare un "piano Marshall" di aiuti per lo sviluppo dell'Africa ma i soldi in UE non ci sono, però per incrementare le spese militari, come chiesto dagli USA, per contrastare l'inesistente "minaccia russa", i soldi si trovano sempre. Stanno trasformando l'Italia in una fabbrica di razzismo così potranno dire "visto, avevamo ragione a dire che gli italiani sono razzisti!"

note
* Liberal
   aggettivo
  1. Di orientamento liberale, liberaleggiante.

    "l'ala l. del partito"
    • Più propr., nel mondo americano, progressista, democratico (anche s.m. e f. ).
      (o più semplicemente piddino, sellino, o ex forzista renziano)